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Spari alla ex moglie e al compagno, le dichiarazioni di Antonucci alla polizia

L'autore della sparatoria al Centro Direzionale di ieri aveva con sé alcune lettere: "Se mi uccidono è colpa del compagno di mia moglie, è un diavolo". Gli avvocati hanno richiesto una perizia psichiatrica

I soccorsi dopo l'agguato di ieri

Ha perso la ragione e ha fatto fuoco, sparando contro la sua ex moglie e il suo compagno. Giuseppe Antonucci, il 54enne di Casalnuovo ieri arrestato dopo il folle gesto ai danni della coppia, al Centro Direzionale, si era appena visto ancora una volta sottolineare dalla donna che il loro rapporto era finito.

Come riportato dal Mattino, la 40enne è rimasta lucida nonostante i momenti di terrore. Ha chiamato il 118, si è fatta aiutare dalla commessa di un negozio, ha chiamato sua madre per chiederle di badare alle bambine temendo che Antonucci potesse prendere di mira anche le loro due figlie. Il 54enne sarebbe stato messo in manette mezz'ora dopo.

La storia dell'uomo era già controversa. Nel '91 uccise la prima moglie dopo una lite, ferendo anche il cognato e la suocera. Dal '93 al 2003 passò anni tra trattamenti psichiatrici – gli era stata riconosciuta la seminfermità mentale – e il carcere. Poi una nuova famiglia, da tutti definita "tranquilla". Lui fabbro, lei commessa al Centro Direzionale, una casa ad Acerra e poi a Casalnuovo dai genitori di lei.

SPARI AL CENTRO DIREZIONALE, ARRIVANO I SOCCORSI - VIDEO

Pochi mesi fa la fine del loro rapporto. La donna si innamora di un altro uomo e va via di casa. Lui non lo accetta, continua a chiedere di vederla. Fino a ieri. "Quando ci siamo separati lei aveva lasciato le bambine ai miei suoceri e allora io mi ero trasferito da loro – ha spiegato il 54enne agli inquirenti – abbiamo sempre avuto un buon rapporto e io volevo stare vicino alle miei figlie". "Ho chiesto a mia moglie di prendere con sé le bambine, lei aveva detto di sì, ma poi non lo aveva fatto".

Secondo l'autore del folle gesto sarebbe stata questa la ragione delle sue richieste di incontrare la donna. Ieri poi la lite, e la reazione violenta. Scappato via, è stato contattato da un agente di polizia al telefono e quindi convinto a consegnarsi. Al telefono urlava: "Mi vogliono uccidere, mi vogliono uccidere". Addosso aveva delle lettere in cui spiegava che, se fosse morto, la colpa era da attribuirsi al nuovo compagno della sua ex, "un diavolo". I suoi avvocati hanno sollecitato perché gli venga fatta una perizia psichiatrica.

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